venerdì 16 febbraio 2007

I Maestri del colore: Canaletto


Giovanni Antonio Canal detto il Canaletto1697-1768) “Il bacino di SanMarco visto da San Giorgio Maggiore”

giovedì 15 febbraio 2007

Terra



Porta della terra grassa
e viva
fertile e donna
senza pensieri
nè limiti e frontiere
senza recinti e croci
Non temere
il mondo si sanerà
come lacerazione da parto

mercoledì 14 febbraio 2007

Papà



Mio padre era un tipo timido, considerato troppo buono e quindi “fissa”. Operaio meccanico, lavorava presso una ditta di autobus che collegava i paesi della provincia. Autodidatta. Aveva appena la quinta elementare, ma si incuriosiva di tutto, non solo della meccanica dei pullman che riparava, e spesso approfondiva la conoscenza attraverso la lettura di testi specialistici. Si interessava di medicina, e al caso diventava l'infermiere che ti faceva qualsiaisi tipo di puntura. Sapeva indicarti, se avevi un malore, le medicine da prendere, cercando di spiegarti come agivano i componenti della stessa. Gli piaceva la musica. Fino ad una certa età suonava il violino, ma era capace di suonare qualsiasi strumento ad orecchio.

Qualche volta mi capitò di andarlo a trovare in officina. Durante le ore di lavoro era una persona completamente diversa da come lo vedevo a casa. Si muoveva, sicuro di sé, in quel suo mondo senza la timidezza che lo contradistingueva.

A modo suo si interessava di me, di quello che potevo essere. Una volta, avevo circa 18 anni, stavamo aspettando in macchina mia madre, che era andata a fare una commissione. Lui seduto al posto di guida, io sul sedile posteriore. Inaspettatamente mi chiese girandosi “Ma tu, hai problemi con le donne?”. Sarebbe stato bellissimo sprofondare fino al centro della terra e rimanervi. Ma anche se tutto l'universo complotta per avverare i tuoi desideri, alle volte i risultati non sono istantanei. Non so come successe ma mi sentii rispondere a mio padre un “Io? Mai avuto problemi con le donne”. Non era una bugia. Ma, nemmeno la verità. Io mi nascondevo e lui mi aveva scovato.

L'universo a modo suo intervenne e fece ricomparire mia madre. Apparizione che mise fine a quell'inizio di conversazione.

lunedì 12 febbraio 2007

I Maestri del colore: Bruegel


Del pittore fiammingo Pieter Paul Bruegel (1525-1569) “Combattimento tra il Carnevale e la Quaresima”

domenica 11 febbraio 2007

Fuoco



Porta del fuoco ardente
ma sii certo
che sani le ferite
sicuro che nel crogiolo
anche il tuo sangue
é nel conto
Non temere
il mondo é caldo
come il freddo nelle tue ossa

sabato 10 febbraio 2007

Testa rutta quantu sta?

Il cambiamento non so a quando risale, né ho ricordi. C'è stato un periodo, diciamo fino a dieci anni, che ero un po' irruento e aggressivo. A scuola mio padre riceveva il classico “è intelligente, ma non si applica”. Il fatto che non mi applicavo, già allora, mi sembrava una cagata. Avrebbero dovuto dire “cerchiamo di fare del nostro meglio, ma non riusciamo a catturare l'attenzione di suo figlio”. Alla faccia di chi oggi dice che dagli anni cinquanta la scuola era in mano ai comunisti, a me sembrava una succursale della parrocchia. Immaginette di santi sparsi in tutti i corridoi, e naturalmente un crocifisso in tutte le classi. Nel cortile della scuola vi era anche una statuetta della Madonna di Lourdes. Ci facevano fare il segno della croce all'inizio e alla fine delle ore di lezione. Ci facevano pure cantare, ma “Bella ciao” l'ho conosciuta alle scuole medie. Qui, alle elementari, era un tripudio di canti sulla Vergine, Santa Caterina (“era figlia di un reee...”), fino a “Tu scendi dalle stelle”.

Alla quinta classe avevo un Signor Maestro che era - di aspetto - un incrocio fra Stalin e Hitler. Quando si sedeva dietro la cattedra apriva un cassetto chiuso a chiave e tirava fuori due oggetti temutissimi da noi scolari: il registro e una bacchetta di legno spessa due dita e lunga una trentina di centimetri. Il primo, bene o male, sapevo domarlo in qualche modo. La seconda, una volta, fu fatale e mi ruppe la testa. Ma non fece tanto male quanto il commento di mia madre appena arrivato a casa “U maistru ti rumpiu a testa? Bonu fici!”. Poi girandosi verso sua madre le disse “Maaa! Testa rutta quantu sta?”.







venerdì 9 febbraio 2007

I Maestri del colore: Bramantino



“Madonna col Bambino” di Bartolomeo Suardi detto il Bramantino (1465-1530) pittore e architetto italiano.