lunedì 17 ottobre 2011

Ti sfuocherò: 1




Inseguo speranze
per non andarmene
Miro a delle mete
per non smarrirmi
Aggiungo alle vostre
le mie illusioni
cercando espedienti
opportuni a farmi uscire
da questa casa in fiamme
Vecchie ferite rimarginate
altre ancora sanguinanti
oggi scruto
per trovarvi rimedio

giovedì 13 ottobre 2011

Amore




Il padre ha una lite con uno dei due figli. Violenta. Con gli occhi fuori dalle orbite punta la lama del coltello verso il collo di uno dei due figli. Minacciandolo "Ti uccido come un animale". "Nooo" gli grida la moglie, e corre verso il marito togliendogli l'arma. "Non lui, l'altro devi uccidere" dice puntando il coltello verso l'altro figlio.
Il resto sono sensi di colpa. Alle volte capita.

sabato 8 ottobre 2011

Non sono indignato




- Non sono indignato. Presupporrebbe ancora una tenuta di stile. Che non ho più. No, io sono incazzato. Semplicemente.
- Ti vedo messo male.
- Guarda è un periodaccio e me ne capitano di tutti i colori.
- Ma svagati esci di casa...
- Ci ho provato fino a ieri sera.
- Sei uscito?
- Sì, con Filippo. Siamo andati in un posto e diciamo ci hanno dato buca.
- E ti incazzi anche per questo?
- Figurati! Questo è solo il prologo.
- Cosa avete fatto?
- Niente, siamo passati dal bar e abbiamo chiaccherato qualche minuto con Attila. Poi stavamo andando via e ci chiede dove andavamo. Gli ho detto che passavamo dalla Vucciria a prenderci un panino: “Bravi, così alimentate l'illegalità e la mafia”.
- Gli dico che con tre euro mi prendo un bel panino con cotoletta. “Se vuoi ti facciamo un panino con porchetta con due euro e cinquanta”
- Ma il panino costa effettivamente tanto o ti faceva lo sconto?
- Non lo so. So che dal panino è passato a proporci un piatto con porchetta e patate al forno. Ok, gli dico. Ci sediamo e aspettiamo quasi venti minuti. Passato questo tempo ci viene servito un piatto con la porchetta tagliata a tocchetti piuttosto grossi. Con contorno di patate al forno. Il tutto a temperatura ambiente.
- Ma mica erano rimasugli di porchetta?
- Alcuni pezzi fra l'altro erano al sangue. Al mio primo sguardo al mio piatto, Filippo mi scrutava aspettandosi una mia reazione. Mentre io mi ero ripromesso di non contestare nulla. Abbiamo mangiato e poi siamo passati alla cassa. Quindici euro.
- Quanto?
- 15 euro. Sai, la legalità ha un costo. Per questo non mi hanno rilasciato lo scontrino.

sabato 1 ottobre 2011

Se un battito d'ali




Se un battito d'ali
causa quello che sapete
perchè una mia incazzatura
produce effetti minimi?

Lei al mattino davanti al bar
aspettava il pulmino della scuola
al quale avrebbe consegnato i due figli
e mi salutava gentilmente

Se una piazza vive nell'illegalità
sotto gli occhi di tutti
perchè una associazione di commercianti
leggitima quella stessa piazza con una festa?

Il fratello diversi mesi fa
aveva aperto durante la notte
il mio negozio tentando un furto
ma lei mi salutava gentilmente

Se una lesbica
è lesbica alle riunioni politiche
perchè non lo è
quando si candida alle elezioni?

La sorella lavorava
presso un parrucchiere
poi fu licenziata
e cadde in depressione

Se i luoghi dove si svillupano idee
sono solo due librerie
tu intellettuale non dovresti
ampliare lo sguardo?

La madre
cosa non si fa per i figli
quando il figlio era in carcere
prendeva le redini della baracca

Se le rivoluzioni si programmano
in orari comodi
forse non sarebbe meglio
una sana masturbazione?

Dei niggeriani non so dirvi
un qualche movimento
di persone che davano nell'occhio
l'avevo notato nei vicoli

Se un arco blu
non può che essere
solamente una scia chimica
non credi questa sia una risposta
triste e scontata?

Non conoscevo altri
dei sessantasette arrestati
per traffico di coca

Non sono soddisfatto
e dico che va alla grande
ho tanti tarli nei miei pensieri
e il veleno cerco di digerirlo
camminando in spazi ampi

Ma Palermo se ne fotte
che importa
se il pusher è cambiato

mercoledì 14 settembre 2011

Paesaggi Urbani: TFR




Mi aiuto come posso. Non ho grandi strumenti, ma vado imparando l'arte di arrangiarmi. Navigando in un mare troppo grande. Alle volte l'ansia mi attacca, allora lego i miei pensieri, li convoglio in qualcosa che mi sollevi. Un libro con un titolo accattivante ritorna spesso nella mia vita. “Se incontri il Buddha per la strada uccidilo” di Sheldon B.Kopp.
In particolare un “Elenco della biancheria”

“1 E' tutto qui
2 Non ci sono significati reconditi.
3 Non puoi arrivarci da qui, e inoltre non c'è alcun posto dove andare.
4 Siamo tutti già moribondi, e saremo morti per molto tempo.
5 Nulla dura per sempre.
6 Non c'è alcun modo per ottenere tutto ciò che si vuole.
7 Non puoi avere nulla a meno che non lasci la presa.
8 Puoi conservare soltanto ciò che dai via.
9 Non c'è alcuna ragione particolare per cui non hai ricevuto alcune cose.
10 Il mondo non è necessariamente giusto. L'essere buoni spesso non viene ricompensato e non c'è alcuna ricompensa per la sventura.
11 Nondimeno hai la responsabilità di fare del tuo meglio.
12 E' un universo causale a cui non apportiamo significato.
13 In realtà non controlli nulla.
14 Non puoi costringere nessuno ad amarti.
15 Nessuno è più forte o più debole di te.
16 Tutti sono, a modo proprio, vulnerabili.
17 Non ci sono grandi uomini.
18 Se hai un eroe, dagli un altro sguardo: in qualche modo hai diminuito te stesso.
19 Tutti mentono, ingannano, fingono (sì, anche tu, e certamente io).
20 Tutto il male costituisce una vitalità potenziale bisognosa di trasformazione.
21 Ogni parte di te ha il suo valore, se solo l'accetti.
22 Il progresso è un'illusione.
23 Il male può essere spostato ma mai cancellato, dal momento che tutte le soluzioni generano nuovi problemi.
24 Tuttavia è necessario continuare a lottare verso una soluzione.
25 L'infanzia è un incubo.
26 Ma è così difficile essere un adulto indipendente, autosufficiente, consapevole di dover badare a se stesso poichè non c'è nessun altro a farlo.
27 Ciascuno di noi è in definitiva solo.
28 Le cose più importanti, ciascun uomo deve farle da sè.
29 L'amore non basta, ma certamente aiuta.
30 Abbiamo soltanto noi stessi, e la fratellanza che ci unisce gli uni agli altri. Forse non è molto, ma non c'è altro.
31 Che strano che tanto spesso, tutto sembri valer la pena.
32 Dobbiamo vivere nell'ambiguità di una libertà parziale, di un potere parziale e di una conoscenza parziale.
33 Tutte le decisioni importanti devono essere prese sulla base di dati insufficienti.
34 Tuttavia siamo tutti responsabili di tutti i nostri atti.
35 Nessuna scusa sarà accettata.
36 Puoi fuggire, ma non puoi nasconderti.
37 E' importantissimo trovarsi senza più capri espiatori.
38 Dobbiamo imparare la forza di vivere con la nostra impotenza.
39 L'unica vittoria importante sta nell'arrendersi a se stessi.
40 Tutte le battaglie significative vengono combattute all'interno del sè.
41 Sei libero di fare qualunque cosa vuoi. Devi soltanto affrontarne le conseguenze.
42 Cosa sai... con sicurezza... ad ogni modo?
43 Impara a perdonare te stesso, più e più e più e più e più volte...”


La scintilla che ha fatto scattare questa nota è una misera storia di un'amicizia finita. L'elenco della biancheria è un atto di compassione dovuto.



P.S.
La risposta ricevuta
"Con la presente per informarLa che il mio assistito non intende accettare la proprosta transattiva come da Lei formulata e che pertanto in difetto di altra soluzione bonaria della controversia dovrò dare corso all'azione legale conformemente al mandato ricevuto.
Distinti saluti"

domenica 4 settembre 2011

113




- Polizia
- Senta abito alla Vucciria, in piazza c'è una festa e la musica è talmente alta che non riesco adormire
- Passo la chiamata ai carabinieri
- ?
- Pronto?
- Senta abito alla Vucciria, in piazza c'è una festa, la musica è talmente alta che non riesco a dormire
- E' una festa pubblica o privata?
- Pubblica, la fanno in piazza
- Hanno le autorizzazioni?
- Guardi, non so se abbiano autorizzazioni o meno. Ma sono le 2:30 e il volume della musica è altissimo.
- Faremo un controllo
-Ho capito, buona notte

Mi sono riaddormentato intorno alle 4:00. Con l'aiuto di alcune goccine. La festa è andata avanti fino alle 7:00.
Vorrei ringraziare pubblicamente le forze dell'ordine che sanno bene quando intervenire. All'efficacia del loro intervento. Ma soprattutto alle domande molto pertinenti che mi hanno fatto

lunedì 11 luglio 2011

Un inatteso invito





Trenta gradi all'ombra. Con tasso alto di umidità. Un inatteso invito a pranzo a casa del Principe.  Lui mi aveva chiamato e lasciato un messaggio vocale dove diceva «Ma perchè non rispondi? Sono il Principe Vincenzo Nizar della Rocca....» e tutto il resto per completare il nome.  Stefi sarà dei nostri e non sta nella pelle. «Non prima delle tredici e cinque» ci fa sapere. Perentorio, detta modi e orari. Ci accoglie con un pareo chiaro e una t-shirt nera. Ci fa accomodare nel salottino in stile arabo. Scambiamo quattro chiacchiere.  Il caldo, i rimedi, i ventagli. Quello catalano, enorme. Quello di sandalo che rilascia, mentre ti sventoli, il suo aroma. In sottofondo, una cantante araba sciorina senza disturbare le sue canzoni.
Si va a tavola. Apre una bottiglia di vino bianco molto fresco. Lo versa e poi chiede di brindare. Il suo brindare è doppio, facendo toccare i bicchieri prima sopra e poi sotto. Stefi brinda in modo classico, ma il Principe la corregge. «De-vi im-pa-ra-re» le dice.
Due olivette nere e del primosale come antipasto. Il piatto forte è uno sformato freddo di macco di fave e pasta con sopra del pesto. Lui sostiene che la ricetta proviene dai Tomasi di Lampedusa, ed era il piatto favorito del famoso Giuseppe autore de “Il Gattopardo”. Non so se sia vero, ma ha importanza? La portata era veramente regale pur essendo fatta con materiale poverissimo. Fave secche, cipolla e pasta di diverso tipo. Inutile naturalmente chiedere la ricetta. Il Principe non dà mai la ricetta. Al massimo ti dice i componenti essenziali. Dando una storia ad ognuno di essi. Le fave non sono fave qualsiasi. Hanno un nome e una provenienza loro. Alle volte sembra che si inventi tutto. Ma non è così. Delle sue pietanza può dirti la storia, mai la ricetta.
Chiudiamo con un limoncello. Non un qualsiasi limoncello industriale però. «Questo è fatto da mia cugina. Ha una coltivazione di limoni, limoni che io mangio come se fossero arance.»
Infine, prima di congedarci, ci racconta la storia di alcune bottiglie di vino della sua cantina. Alcune con già stabilita la data di apertura.
L’ammaliamento del Principe è enorme. E l’afa che ci aspetta fuori non è meno intensa. Dobbiamo fare uno sforzo per lasciare la casa del Principe ed affrontare il caldo torrido.