sabato 20 luglio 2013

Edificio 17A – L'orizzonte




Lessi “Il deserto dei tartari” di Dino Buzzati, moltissimi anni fa. Mi sono rimasti in mente il tenente Drogo e la sua destinazione, la fortezza Bastiani. E quei nemici, attesi una vita e che arriveranno troppo tardi.
Qui il nulla all'orizzonte è identico. Si passano le giornate a osservare quello che c'è fuori senza rilevare nulla di interessante. Se non contiamo la vista dell'obitorio e il cimitero un po' più in là. Nell'obitorio, essendo il più vicino, noto sempre un ininterrotto via vai. Persone che vanno e vengono. Qualcuno con dei mazzi di fiori in mano.
All'orizzonte comunque non si avvistano nemici, e il deserto dei tartari si spiana davanti a me quasi come una sfida. Forse la vera sfida non sono i nemici, ma la solitudine. Da colmare con storie di battaglie passate e di quelle che mi aspettano. Le prime riesco a raccontarle, le altre sono fantasie, spesso dovute al delirio della febbre.
Ricordo la copertina dell'Oscar Mondadori del volume. Una divisa completa di berretto ma senza volto. Dietro, il deserto. Non ricordo di chi fosse la copertina, secondo me azzeccatissima. Perché siamo tutti un po' il tenente Drogo, e viviamo tutti nella fortezza Bastiani. Tutti di vedetta, in attesa dell'avanzata dei nemici. Alla fine innamorati di questo silenzio. Di questa attesa. Di questa vita.









3 commenti:

ummagumma ha detto...

e se provassi a guardare in su?
passano tanti aereoplani sai? :)

Salvatore Adelfio ha detto...

Più che aeroplani ci sono molti uccelli. Prima o poi ci scriverò qualcosa.

Salvatore Adelfio ha detto...

Più che aeroplani ci sono molti uccelli. Prima o poi ci scriverò qualcosa.