giovedì 25 luglio 2013

Edificio 17A – Caos


Sono per il caos.
Non che non mi piaccia l'ordine, ma io sono caratterialmente per la confusione. All'inizio cerco di essere sistemato. Ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa. Poi, piano piano comincio a scivolare. Con tutte le buone intenzioni di sistemare le cose. Invece scivolo sempre di più. E' più forte di me.
In fondo, però, mi ci ritrovo nel caos. E' quello che ti permette, mentre cerchi qualcosa, di trovarne un'altra che avevi smesso di cercare da tempo. C'è chi si sente impazzire in questo mio mondo. Per certi versi lo capisco. Invidio il suo amore per l'ordine. Ma con tutta la mia buona volontà non c'è la faccio a vivere a lungo in spazi troppo ordinati.
Qui nella mia stanza c'è un tavolino che ho trasformato nella mia postazione computer. Non sono ai livelli raggiunti a casa. Qui, comunque, ho ricreato in piccolo il mio caos personale. Sul tavolino oltre il computer c'è di tutto. Cellulare, sigarette, accendino, due macchine fotografiche... foglietti sparsi, uno con sopra scritto un appunto, ma che non trovo più, una bottiglia d'acqua, un bicchiere, fazzoletti di carta, la bustina dei fazzoletti vuota imbottita con quelli sporchi, la mia borsa, una campana buddista, un altro accendino, delle forbicine, un flacone di Mycostatin, delle monete da cinquanta centesimi.


Mia nonna diceva: “A natura è natura, e a natura un si po' canciari.

2 commenti:

Sergio Algozzino ha detto...

mi piace che nel piccolo caos si è già perso un foglietto. mi sembra un buon risultato, no?

Salvatore Adelfio ha detto...

lo ritroverò quando mi sarà utile.