venerdì 28 ottobre 2011

Legalità e dintorni






- Ci rinuncio
- Ma chi t'aspittavi?
- Dopo che ne ho parlato. Uno mi dice che, effettivamente, c'è stato un leggero disservizio. L'altro, con tono abbastanza duro, mi dice che ho scritto cose false e che nel prezzo erano comprese anche due birre.
- E u scontrino?
- Dimenticanza. Mi dice che ha dimenticato di farlo. Faccio presente che è stato notata anche da altre persone... questa dimenticanza.
- E iddu?
- Sostiene che loro staccano sempre lo scontrino e che vado dicendo falsità. Gli ricordo che tutte le volte che sono stato da loro non ho mai ricevuto scontrino.
- Puru tu però, picchì ni parrasti sulu uora?
- Se Attila non avesse fatto quel discorso sull'illegalità alla quale portavo soldi, io non ci avrei nemmeno fatto caso allo scontrino. Non puoi sviarmi con la scusa della legalità e poi dimostrarmi che nello stesso tempo te ne fotti.
- Miii! Mi staiu scialannu.
- Gli ho detto che con me non deve più parlare di politica, perchè appena lo fa gli sputo in faccia.
- Minchia! Cci dicisti accussì?
- Sì, possiamo parlare di minchiate, ma non di politica. Non posso considerare delle persone che predicano una cosa e poi fanno il contrario. Perlomeno stai zitto. Preferisco Tanino. Sai che è abusivo e che non ti darà lo scontrino. Ma ti fa un panino con porchetta che è una meraviglia. E non ti fa il predicozzo su cosa sia giusto o sbagliato. Tanino è il disagio diventato imprenditore. Loro sono imprenditori del disagio.
- Chista d'unni ta niscisti?
- Imprenditori del disagio? Non me la sono inventata io. Risale a diversi anni fa quando gestivano un altro pub. Non ricordo chi me lo disse la prima volta.
- E comu finiu?
- Ho la sensazione che non si farà più vedere. Ha preso i giornali, mi ha chiesto il conto, ha pagato e se ne è andato.
- E tu u scontrinu ciù rasti?
- La mia attività non prevede lo scontrino perchè l'IVA è assolta alla fonte.





PS
La consumazione era composta da due piatti di porchetta con patate al forno e due birre da 33cl. Niente pane.
Pagato 15,00 euro.
Secondo voi questa precisazione serve a qualcosa? Cambia qualcosa in quello che ho scritto? Secondo qualcuno sì. Eccolo accontentato.

giovedì 20 ottobre 2011

Ti sfuocherò: 4




Un dare di carta
messaggio in bottiglia
a forma di barca
Mi sono stimato
non essere acqua
e il tuo segnale
di andare mi arriva chiaro
ma levando quale ancora
mi indichi di salpare?

mercoledì 19 ottobre 2011

Ti sfuocherò: 3




Non si può amare
e vincere sempre
nel nostro espanderci
bisogna includervi
anche le fitte dolorose
che trapassano il petto
o
questa sera

martedì 18 ottobre 2011

Ti sfuocherò: 2




Ogni pagina bianca
è un buon inizio
Ogni segno tracciato
è un ottimo indizio
Quando si naviga nel nulla
ogni buona azione
può diventare un vizio

lunedì 17 ottobre 2011

Ti sfuocherò: 1




Inseguo speranze
per non andarmene
Miro a delle mete
per non smarrirmi
Aggiungo alle vostre
le mie illusioni
cercando espedienti
opportuni a farmi uscire
da questa casa in fiamme
Vecchie ferite rimarginate
altre ancora sanguinanti
oggi scruto
per trovarvi rimedio

giovedì 13 ottobre 2011

Amore




Il padre ha una lite con uno dei due figli. Violenta. Con gli occhi fuori dalle orbite punta la lama del coltello verso il collo di uno dei due figli. Minacciandolo "Ti uccido come un animale". "Nooo" gli grida la moglie, e corre verso il marito togliendogli l'arma. "Non lui, l'altro devi uccidere" dice puntando il coltello verso l'altro figlio.
Il resto sono sensi di colpa. Alle volte capita.

sabato 8 ottobre 2011

Non sono indignato




- Non sono indignato. Presupporrebbe ancora una tenuta di stile. Che non ho più. No, io sono incazzato. Semplicemente.
- Ti vedo messo male.
- Guarda è un periodaccio e me ne capitano di tutti i colori.
- Ma svagati esci di casa...
- Ci ho provato fino a ieri sera.
- Sei uscito?
- Sì, con Filippo. Siamo andati in un posto e diciamo ci hanno dato buca.
- E ti incazzi anche per questo?
- Figurati! Questo è solo il prologo.
- Cosa avete fatto?
- Niente, siamo passati dal bar e abbiamo chiaccherato qualche minuto con Attila. Poi stavamo andando via e ci chiede dove andavamo. Gli ho detto che passavamo dalla Vucciria a prenderci un panino: “Bravi, così alimentate l'illegalità e la mafia”.
- Gli dico che con tre euro mi prendo un bel panino con cotoletta. “Se vuoi ti facciamo un panino con porchetta con due euro e cinquanta”
- Ma il panino costa effettivamente tanto o ti faceva lo sconto?
- Non lo so. So che dal panino è passato a proporci un piatto con porchetta e patate al forno. Ok, gli dico. Ci sediamo e aspettiamo quasi venti minuti. Passato questo tempo ci viene servito un piatto con la porchetta tagliata a tocchetti piuttosto grossi. Con contorno di patate al forno. Il tutto a temperatura ambiente.
- Ma mica erano rimasugli di porchetta?
- Alcuni pezzi fra l'altro erano al sangue. Al mio primo sguardo al mio piatto, Filippo mi scrutava aspettandosi una mia reazione. Mentre io mi ero ripromesso di non contestare nulla. Abbiamo mangiato e poi siamo passati alla cassa. Quindici euro.
- Quanto?
- 15 euro. Sai, la legalità ha un costo. Per questo non mi hanno rilasciato lo scontrino.