venerdì 5 aprile 2013

Edificio 17A - Vendita porta a porta



1
- Barba? Passa ogni giorno gira per le stanze degli uomini e fa sempre la stessa domanda: - Barba? Laureato in economia e commercio, a meno di quarant'anni, si sente già un perdente. L'unica cosa che sa fare di pratico è il barbiere. Così gira per i padiglioni dell'ospedale sperando che qualcuno accetti il servizio.

 2
- Buon giorno, non abbiate paura, sono un bravo ragazzo. Se non lo affermasse lui sarebbe tutt'altra l'opinione che trasmette. Emaciato, gli occhi infossati. Un giaccone di lana grossa nocciola. Io lo avrei definito un tossico. "Non ho un lavoro e faccio questi angeli, che sono davvero carini. Sono fatti di polvere di marmo... li faccio io. C'è anche l'angelo della salute e quello della felicità. Due euro e cinquanta, lo compri. Anche solo per aiutarmi."

 3
In fondo al corridoio c'è una statua di gesso della Madonna. Classico vestito bianco orlato d'oro. Una corona di un meglio identificato metallo. Mani giunte, faccia piatusa. Fiori per la madonnina. Un tipo che a Palermo definiamo malacarne. Una signora che assiste il fratello operato gli dice: - Guardi li ho comprati ieri. Vada a vedere sono ancora lì. - Signò, io pure, ieri ho mangiato. Ma oggi ancora no. E poi se lei porta i fiori, la madonnina le farà la grazia. Un altro jettatore gira nel padoglione.

Edificio 17A – Dieta



Enapren mg. 5
Congescor mg. 1,25 
Latte macchiato con fette biscottate 
Targin 
Lansoprazolo 
Efferalgan mg 1.000  
Merrem mg 50 mg 
Rigatoni al sugo 
Fettina di manzo arrosto 
Carote e patate bollite 
Efferalgan mg 1.000  
Spinaci bolliti 
Mozzarella 
Panino 
Merrem mg 50 
Tachidol mg 500 
Clivarina mg 4,2 sottocutanea 
Omnic mg. 0,4 
Lyrica mg75 
Due biscotti 
Targin 
Tachidol mg 500 
Tranquilliant gocce



Edificio 17A - “Quanti pinni hai?”








Tralascio la macelleria. Le diagnosi. Come tralascio il dolore. Forse ultime cose intime. Qui si perdono molte convenzioni si restringono i momenti intimi. E se si supera un nuovo limite ci si scherza su. Così l'infermiere che apprezzava il mio enorme pacco. "Fosse tutto vero, che benedizione". Con il pannolone effettivamente sembro superdotato. Porto due cateteri. Uno al pene e l'altro per drenare il rene destro. Periodicamente me li cambiano. Sempre lo stesso infermiere di prima (non sarà che...?) mi chiese: "Ma lei avi du pinni?" "Eh sì" gli ho detto "non è da tutti averne due.

Edificio 17A - Il segretario comunale







Arrivò in reparto di sera. Dichiarato ospite in quanto non malato oncologico. Dei semplici calcoli che gli ostruiscono il coledoco. Lui si presenta dicendo di essere segretario comunale di un paese dell'agrigentino. Potrebbe essere il classico notaio in un film di Renato Rascel. Tiene a presentarsi a tutti come segretario comunale. Perchè lui FA il segretario comunale in un paese di quattromila abitanti. Non sa dirmi se l'amministrazione sia di destra o di sinistra. Forse le due opzioni lo confondono. "Tutte liste civiche sono". Orgoglioso della figlia che vive a Siena e laureata in scienze biologiche, mica cazzi. Lui, segretario comunale. La figlia biologa. La sera si immerge. Quasi letteralmente in un librone con una vecchia rilegatura di cartone. Ho provato a sbirciare è qualcosa fra un'agenda e un libro di favole per bambini. E il segretario comunale sfoglia più e più volte come a cercare qualcosa smarrito fra le pagine.

giovedì 4 aprile 2013

Edificio 17A - Unico credo






Disegno di Filippo Messina


- Buonasera fratelli.
Suona falso, questo saluto. Lui vestito tutto di nero. Occhiali da sole scuri. Pelato.
Qualsiasi cosa dica suona ipocrita. Non è un prete. Non è venuto a convertire. Porta sostegno morale ai malati. Il suo sostegno morale ai malati è recitare il rosario nel corridoio. Dopo che sono stati cacciati via parenti e amici dei ricoverati. Lui attacca con la sua voce impostata... ghegheghè. Sgrana le sue avemaria con la stessa dose di noia che ci porta a scaccolarci. Alcuni si affacciano alla porta della stanza e partecipano alla preghiera. Gli altri devono subire.
Non voglio giudicare il credo, ma l'invasione e la mancanza di rispetto per gli altri.
Alla fine. Ha anche la canzoncina dedicata alla Madonna.
Il suo «Buonasera fratelli,» prima di andarsene sembra pronunciato da uno jettatore di professione.


Edificio 17A - Pinò







Non ci sono molte parole. Non le abbiamo mai avute. Forse non le avremo mai. Fra noi racconti futili per coprire il silenzio. Quello che vorremmo sentire l'uno dall'altro lo mettiamo in uno sguardo. Non abbiamo imparato le parole. Il suo insistere sul chiamarmi “Toti” e io lui “Pinò”. Che “Toti” è come venivo chiamato in famiglia. Che quell'accento sulla o di “Pinò” lo rende più affettuoso. E' il massimo che ci sappiamo concedere. Mi ritrovo adesso a misurare i miei limiti nei suoi confronti. Conoscere, ora, le parole e far fatica a tirarle fuori

lunedì 1 aprile 2013

Edificio 17A - La pastina









Ed hanno fatto fuori un mio amore. Questo amore, questo attimo di meditazione.
Ora dimmi, si può estrarre l'anima e presentarti quel che resta dell'amata? Sterilmente sigillato? Sì, ci riescono, e purtroppo anche molto bene. La pastina. La mia amatissima pastina, trasportata in un simil sarcofago di plastica. Che dolore! Ho provata a mangiarla ma la pena per lo scempio alla terza cucchiaiata mi faceva smettere. Una volta sono riuscito a darle un minimo di vitalità. Le ho versato sopra un filo d'olio d'oliva di quello vero non un semplice extra vergine. Lei ha provato un brivido di nuova vita e sono riuscito a mangiarla tutta.